Ricordi

Ascoltando Tu fuggi?

Ascoltando Tu fuggi? in concerto in Sala Bossi ci si immerge nel mondo della musica contemporanea, cosí distante da ciò che un corista medio amatoriale studia e canta. Eppure l’orecchio in qualche modo, avendo colto gli inviti del Maestro Gian Paolo Luppi agli eventi in cui si eseguiva la sua musica, si e’ allenato all’ascolto di note misteriose e dissonanti.

Per i coristi di iscrizione più lontana la prima conoscenza col Maestro avvenne nel 2001 quando accompagnava al pianoforte il suo e loro Maestro Fulvio Angius nelle lezioni di canto corale. Si studiavano allora brani di Adriano Banchieri, di Villa Lobos e tante tante volte il Cum Sancto Spiritu.

Dopo pochi anni il coro fu affidato con fiducia al Maestro accompagnatore dal Maestro Angius, chiamato altrove dalla vita.

E si cambiò musica, vorticosamente si passava dal canto gregoriano al brano carnascialesco, da lui composto su parole di Giulio Cesare Croce, non mancava mai un’aria del suo amato Verdi né la musica nera che in concerto si eseguiva con molto swing.
Delle esibizioni pubbliche si trova traccia online con il nome “I Cantori della Primo Levi”, ma quello che dei 17 anni trascorsi con il Maestro Luppi é rimasto nei coristi non sono solo i risultati canori.
Faceva parte del suo modo di stare con loro il coinvolgimento nella sua vita affettiva, nel suo mondo di insegnante di conservatorio e compositore; il suo essere amico, confidente fidato e attento.
Le persone della sua vita: famiglia, allievi, colleghi di conservatorio, suonatori di banda, allievi di altri cori, i compositori e i musicisti suoi amici divennero a loro familiari. Condivise furono anche le sue passioni, tra cui il calcio, Verdi, Satie, il Giappone, la buona tavola.
Ai coristi fece cantare di tutto dal Quartetto Cetra ai Beatles, dalla musica popolare a Berio, li fece diventare comprimari in allestimenti di operette; parteciparono agli eventi in onore di John Cage.

Quando il suo corpo cominciò a tradirlo il Maestro chiamò la sua fidata Chiara Molinari in aiuto e lei, con delicatezza e rispetto, lo affiancò nel suo lavoro didattico.
Nel momento in cui sentì vicina la sua uscita di scena, designò la stessa a continuare il suo percorso con noi.
Ed eccoci qua a ricordarlo con un bouquet di immagini.